CDN e ecommerce: perché è un requisito necessario ma non sufficiente per migliorare le performance

Il web significa sempre di più mobile e il mobile ha accelerato quella che è sempre stata un’esigenza primaria degli utenti: navigare velocemente, soprattutto quando si tratta di comparare tanti attori diversi, come nel caso di un acquisto. 

La velocità è diventata il fattore decisivo, quello in grado di spostare gli equilibri tra i competitor, quello in cui nel lasso di una frazione di secondo si giocano percentuali di conversioni a due cifre. Vi racconteremo perché la CDN è diventata uno strumento necessario ma non sufficiente per competere nel mondo ecommerce.

Sono lontani, anzi lontanissimi i tempi in cui bastava avere un buon prodotto e un prezzo adeguato per tentare la scalata nel business dell’ecommerce. Non che la qualità, l’esclusività del prodotto o la competitività sul prezzo non siano più importanti; il fatto è che l’ecommerce non è più una novità disponibile per pochi fortunati pionieri: è un mercato che, scavalcata la soglia dei vent’anni, può dirsi a ragione maturo, con tutto ciò che ne consegue.

Ne consegue prima di tutto che lo scenario è affollatissimo e competitivo ai massimi livelli sotto tutti gli aspetti. Ma se ogni shop online può avere come vantaggio competitivo, in base anche al proprio posizionamento, fattori come prezzo, qualità, esclusività, c’è oggi un fattore che in maniera trasversale, a prescindere dal posizionamento e dal settore, è diventato fondamentale: la qualità della user experience. E UX vuol dire, non solo ma in primis, velocità.

Il ruolo della CDN nell’ecommerce

CDN è l’acronimo che sta per Content Delivery Network, una tecnologia che consiste in una rete di server dislocati in tutto il mondo in grado di distribuire i contenuti di un sito a tutti i client (i visitatori) che li richiedono in base alla loro location. Il sistema si inserisce di fatto tra l’hosting e l’utente finale, ed è in grado di determinare la provenienza geografica del visitatore e di passargli direttamente i dati dal nodo di CDN a lui più vicino, con un risparmio notevole di banda internet e una risposta più rapida in totale sicurezza. L’obiettivo che sta alla base della configurazione di una CDN è ridurre la latenza e la velocita di download, ossia i tempi che intercorrono tra l’inoltro di una richiesta di un oggetto statico e il completo download dell’oggetto.

Quando si tratta di un sito e-commerce, la mole di dati in ballo è considerevole (si pensi anche solo alla quantità di immagini o video dei prodotti), e questo ha un impatto significativo sulla velocità di navigazione. È qui che la CDN entra in gioco e fa la differenza, garantendo prestazioni più elevate. Ogni proxy nella catena di erogazione riscrive le URL degli oggetti statici affinché questi possono essere prelevati sul dominio della CDN nel nodo più vicino alla richiesta del client. Questo si traduce in una velocità di risposta – e quindi di navigazione – nettamente superiore rispetto ad un sistema che ne è sprovvisto.

I motivi per cui oggi è impensabile fare a meno di una CDN se si gestisce un sito con una mole di visite importante come i grandi e-commerce sono molti, diciamo solo i due principali: 

  1. Il risparmio sulla banda si traduce in un risparmio dei costi che su larga scala diventa significativo;
  2. Più del 50% degli utenti, se deve aspettare più di 3 secondi per vedere caricata la pagina, abbandona il sito e passa al prossimo competitor.

Oltre a questi motivi si è venuto ad aggiungere negli ultimi anni sempre di più anche un altro argomento di primaria importanza per la SEO, al centro dei più recenti aggiornamenti dell’algoritmo di Google: l’impatto della velocità di caricamento sul posizionamento nei motori di ricerca.

I vantaggi della CDN per l’e-commerce: quando prestazioni e UX contano anche per Google

Sono anni che la User Experience – disciplina nata per indagare e misurare la qualità dell’esperienza che gli utenti fanno di un servizio – si occupa anche dell’ambito del digitale. La novità destinata a provocare una rivoluzione in ambito SEO è che oggi anche l’algoritmo di Google ha iniziato a valutare la user experience come fattore di ranking

Il posizionamento non è più solo una questione di keyword, tag HTML… è oggi e lo sarà sempre di più anche una questione di user experience. User experience per Google significa in primo luogo velocità di caricamento.

Le ultime dichiarazioni del colosso di Mountain View non lasciano molti dubbi su quale sia la direzione intrapresa: verranno premiati i siti web che rispondono meglio ai requisiti stabiliti da alcune metriche fondamentali, i cosiddetti Web vitals.

Queste metriche misurano tre aspetti fondamentali dell’esperienza utente:

  • Velocità di caricamento del contenuto più importante della pagina
  • Tempo necessario per poter compiere la prima interazione con la pagina
  • Stabilità del layout visivo durante il caricamento

Facile intuire come in ottica non solo di User experience ma anche di SEO ranking diventi sempre più importante abbattere i tempi di caricamento e fornire un sito più veloce possibile. In parallelo con un design e un contenuto ottimizzati, un sito rapido, sicuro e reattivo va incontro, in ultima analisi, alle esigenze dell’utente finale. Lo scenario che si prospetta quando a maggio 2021 i web vitals saranno un fattore decisivo nell’algoritmo di Google, è facile intuirlo, e somiglia a un Armageddon.

I vantaggi della CDN per la Conversion rate optimization (CRO) in ambito ecommerce

La Conversion rate optimization è quella branca del digital marketing che si occupa di individuare e applicare tutte le strategie necessarie ad aumentare le conversioni di un sito. Le strategie che si possono applicare in ambito e-commerce sono molte, ma lo scopo principale resta sempre e comunque aumentare il numero e il valore delle vendite.

Il percorso che un utente e-commerce compie prima di arrivare al pagamento è lungo e disseminato di insidie: dalla fase di atterraggio a quella di conversione, si passa per comparazioni di caratteristiche fra prodotti, ricerca di informazioni di dettaglio, richieste di supporto… per non parlare della fase più critica di tutto il processo per uno shop online: gli step del carrello acquisti.

In questo stretto imbuto di conversione si perdono ad ogni step percentuali di potenziali acquirenti tali da far rabbrividire, e nella maggior parte dei casi non      per colpa del prodotto ma dell’esperienza di acquisto. Va da sé che nell’esperienza di acquisto online la velocità di caricamento gioca un ruolo decisivo.

Se si va ad analizzare questo aspetto su larga scala, vale a dire nei grandi e-commerce, migliorare la velocità di caricamento delle pagine anche solo di una frazione di secondo può voler dire aumentare le conversioni di diversi punti percentuali, e questo vale soprattutto quando gli utenti navigano da mobile, dove le connessioni sono mediamente più deboli.

 1 second delay in page response can result in a 7% reduction in conversions.

Così si diceva non molti anni fa su un autorevole portale: oggi si parla di percentuali che specie in alcuni settori – come il luxury – superano abbondantemente le due cifre. 

Perché la CDN non è più sufficiente

Se dotare la propria piattaforma e-commerce di un sistema di distribuzione dei contenuti tramite CDN è, come si è visto, ormai un requisito indispensabile, per competere ai massimi livelli questo non è più sufficiente.

Se una rete CDN consente di distribuire in maniera più veloce i contenuti in base alla geolocalizzazione dell’utente, è possibile spingere le performance del sito ad un livello ulteriore andando ad ottimizzare i server e i contenuti prima che questi ultimi vengano distribuiti, con un impatto notevole sui tempi di caricamento. 

A partire dalla gestione delle risorse a livello server, fino al post-processing dei contenuti da distribuire, sono infatti moltissime le ottimizzazioni che è possibile effettuare. Alcune delle più importanti:

  • Load balancing: la gestione intelligente dei carichi di traffico sui diversi server
  • Gestione della cache smart per i contenuti statici: gestione standard del content caching
  • Compressione dei file HTML/JS/CSS e delle immagini: contribuisce a ridurre il peso delle risorse
  • Minificazione delle risorse JS e CSS: compatta i file JS e CSS eliminando gli spazi bianchi per un minor peso e una maggiore velocità di caricamento

Gran parte delle CDN commerciali eseguono – con numero di features e livelli di qualità variabili tra i vari provider – alcuni di questi task, garantendo un miglioramento in termini di velocità di caricamento anche in caso di picchi di traffico. Il primo problema, però, è che nessuna di queste è in grado di eseguirli tutti.

Ci sono poi alcune ottimizzazioni che le CDN commerciali non riescono a fare e che permettono a un sito di aumentare in maniera davvero importante la velocità di caricamento e raggiungere i massimi livelli nel Page speed di Google. Elenchiamo quelle più rilevanti:

  • Combinazione dei file JS e CSS in un unico file: consente di diminuire le richieste al server e aumentare così la velocità di caricamento
  • Gestione smart della cache basata sul reale utilizzo degli utenti: non si limita a fornire una copia cache dei contenuti statici ma grazie all’ausilio della A.I. gestisce in maniera intelligente il      content caching in base al reale utilizzo delle risorse
  • Gestione dell’ordine di caricamento degli elementi di pagina in base alle indicazioni ricavate da Google Lighthouse

L’insieme di queste funzionalità, e in particolare quest’ultima che ha una portata a dir poco rivoluzionaria, è in grado di spingere l’ottimizzazione SEO e UX a livelli impensabili fino a poco tempo fa, con ricadute immediate sul tasso di conversione e sul posizionamento delle pagine.

Ultimo, ma non certo per importanza, il tema delle ottimizzazioni di SEO tecnica, ovvero lato codice. Le CDN, per quanto non si limitino a distribuire contenuti ma, come abbiamo visto, eseguano alcune ottimizzazioni basiche, non arrivano comunque a gestire gli aspetti di SEO semantica – sempre più rilevanti per Google – nel codice sorgente. 

Queste ottimizzazioni sono solitamente eseguite dalle agenzie specializzate, con costi e tempi di sviluppo e manutenzione non indifferenti. 

iSmartFrame

Per tutti questi motivi Aritmetika propone la piattaforma di ottimizzazione WEB di iSmartFrame che, oltre a eseguire le funzioni di una CDN avanzata, integra anche un SEO Engine in grado di effettuare automaticamente oltre 100 task di ottimizzazione a livello di SEO tecnica. Aumenta la velocità, migliorano la UX e il ranking e aumentano le conversioni.

Per questo iSmartFrame è diventato uno standard di mercato per le più importanti big companies e gli e-commerce a livello globale.

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