Network Load Balancer: aumentare le prestazioni con il bilanciamento intelligente dei carichi tra i server

La competizione ai massimi livelli tra i player del mercato digitale – brand, grandi ecommerce… – si gioca oggi sempre di più sulla user experience e di conseguenza su uno dei fattori che più la determina, la velocità. 

Ottimizzare l’infrastruttura in modo da poter offrire ai tuoi potenziali clienti un’esperienza gratificante è quindi il primo step per il successo. Il load balancer è uno strumento fondamentale in questa architettura ideale: rende la rete più veloce, scalabile e sicura, con benefici significativi a livello di costi e di qualità UX.

La velocità prima di tutto

Oltre che una questione tecnica, la velocità di caricamento per un sito è un aspetto sempre più importante. Questo è vero sia per Google – che lo considera un fattore determinante per il ranking – sia per gli utenti, che mentre la rotellina continua a girare possono decidere di uscire dal tuo sito e passare a quello di un tuo competitor. 

Per abbattere i tempi di caricamento e fornire una navigazione veloce anche in contesti dove c’è una grande oscillazione di traffico e quindi di utilizzo delle risorse (si pensi al sito di una big company o a un ecommerce con migliaia di prodotti), diventa quindi fondamentale giocare tutte le carte che la tecnologia oggi offre. Il load balancing è una fra queste e fra i processi che la tua infrastruttura dovrebbe gestire non può mancare. Vediamo perché.

Cos’è un Network Load Balancer

Quello del load balancing – ovvero del bilanciamento dei carichi sulle risorse disponibili – è un concetto che in informatica può avere molte applicazioni: qui ci occuperemo ciò che riguarda la distribuzione dei contenuti dei siti web, ovvero di come ogni utente riceve i contenuti online.

Ogni sito web è soggetto nei vari periodi della giornata o dell’anno a variazioni dei flussi di traffico e questo assume particolare importanza quando si tratta di oscillazioni notevoli. Per siti di importanza strategica per il business diventa quindi fondamentale monitorare costantemente tutte le metriche relative all’utilizzo delle risorse per poter garantire questi due requisiti: 

  1. che i server non vadano in overloading, riducendo la qualità di servizio; 
  2. che l’erogazione dei contenuti abbia sempre il massimo delle prestazioni con ridotti tempi di latenza.

Un’infrastruttura statica può andare incontro a due possibili problemi: se sovradimensionata comporta costi inutili, se sottodimensionata può andare incontro a sovraccarichi, con conseguente rischio di fornire un servizio lento e oltre un certo limite di far crollare i server e interrompere il servizio, con conseguenze disastrose sia a livello di immagine che di fatturato.

Un’infrastruttura scalabile invece permette di aggiungere ulteriori server al cluster di erogazione al momento del bisogno, assicurando il mantenimento delle performance di velocità. L’altro vantaggio che rende un’infrastruttura scalabile molto più affidabile è la sua flessibilità: prima di assegnare la richiesta di un client a un server, infatti, il sistema controlla la corretta erogazione e in caso di fault passa la richiesta ad un altro server del cluster di erogazione, garantendo così la continuità di servizio.

I principali vantaggi di implementare un Load Balancer

I vantaggi di un’infrastruttura dotata del supporto di una soluzione di bilanciamento sono molti. Li riassumiamo qui schematicamente:

  • Velocità: un sistema di gestione dei carichi flessibile garantisce tempi di risposta più veloci. I server nella rete condividono le richieste dei client, preservando così le risorse disponibili per lavorare ad alte prestazioni.
  • Scalabilità: la struttura si dimensiona automaticamente in base al numero di richieste che riceve, evitando un inutile e costoso sovradimensionamento o, al contrario, rischiosi sovraccarichi.
  • Continuità di servizio: un sistema di load balancing, in caso di fault di un server, è in grado di isolare il server ha problemi dirottando il traffico verso le catena di delivery funzionante, scongiurando interruzioni di servizio e assicurando la continuità operativa.

Come funziona un load balancer: bilanciamento dei carichi

I load balancer possono essere configurati con varie modalità di routing delle richieste; in ogni caso la struttura funge da interfaccia unica tra client e i diversi server verso i quali distribuisce, solitamente dislocati in aree geografiche diverse. Vediamo lo schema di funzionamento generico (ogni sistema può avere caratteristiche diverse, a livello di regole di smistamento, gestione degli indirizzi IP, ecc.): 

  1. Dopo aver ricevuto una richiesta dal server DNS, il load balancer in base alla propria configurazione la assegna ad un server in modalità Round-Robin;
  2. Prima di trasmettere la richiesta esegue un controllo sullo stato di salute del server selezionato interrogando la porta TCP 80 mediante protocollo http;
  3. Se l’esito è positivo avviene la trasmissione della richiesta, altrimenti se il server è troppo lento o fuori servizio, restituisce un errore e il load balancer inoltra la richiesta all’istanza successiva, finché non ne trova una che risponde positivamente.

Il Load Balancer come parte di un’infrastruttura ottimizzata per la sicurezza e la velocità

In un sistema di delivery finalizzato a massimizzare le performance e la sicurezza, il load balancing rappresenta uno dei moduli di un’infrastruttura più articolata, nella quale si situa al primo livello di interazione con l’utente. 

Come si è visto, l’integrazione di un sistema di load balancing rappresenta un importante contributo sotto molti aspetti: nell’ottimizzazione delle risorse, in termini di sicurezza e di incremento delle performance di caricamento delle risorse. Un’infrastruttura disegnata per fornire un servizio web veloce e affidabile non può dunque prescindere dall’implementazione di un load balancer.

iSmartFrame integra nella propria infrastruttura di erogazione load balancer con gestione delle politiche di smistamento personalizzabili. Ogni datacenter ha i propri load balancer a controllo della catena di erogazione dei contenuti, con nodi distribuiti in tutto il mondo. Prima di servire una pagina HTML vengono eseguiti oltre 100 task di ottimizzazione, con enormi benefici per la velocità e, di riflesso, per la user experience e il posizionamento sui motori di ricerca.

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