La velocità in affari è sempre stato un mantra e le storie degli imprenditori di successo sono piene di intuizioni avute velocemente ed eseguite altrettanto velocemente.  Bene, mai come oggi la velocità è il driver degli affari, e per un aspetto che fino a qualche anno fa si tendeva a sottovalutare: i tempi di caricamento del sito web aziendale. Se fino al 2010 avere un sito lento era la norma e faceva danni relativi, se non alla pazienza del visitatore e alla user experience, oggi è il male peggiore da evitare, soprattutto per un’azienda che punta sull’ecommerce (che non significa esclusivamente gestire un e-store) 

Negli ultimi dieci anni, infatti, con la crescente importanza della navigazione da dispositivi mobile, la velocità di caricamento delle pagine è diventata via via più importante, fino a diventare uno dei fattori chiave per il ranking nei risultati di ricerca. Un ruolo che è stato confermato dalla nuova sfida lanciata da Google con gli algoritmi introdotti a maggio 2021 dal Google Page Experience update, che rendono i tempi di caricamento e reattività i parametri con i quali occorre misurarsi. 

Sottovalutarli e trascurare di migliorare la velocità del sito web, soprattutto da mobile, può avere effetti potenzialmente devastanti sull’efficacia anche della strategia marketing più raffinata, con impatti diretti, oltre che sul sul fatturato, su: 

  • sul posizionamento nelle serp dei motori di ricerca, il cui fattore chiave è appunto la velocità del sito, intorno alla quale gira anche la SEO 
  • sul tasso di abbandono da parte degli utenti
  • sulle conversioni e sul valore finale del carrello in caso di acquisti sul web 

Qualche numero aiuta a capire. Mentre dei tempi di caricamento da 1 a 3 secondi comportano un tasso di abbandono del 32%, se i tempi si allungano fino a 6 secondi il bounce rate arriva al 106%. Al contrario, un decimo di secondo di maggiore velocità si traduce in un aumento delle conversioni fino al 10% e un maggior valore del carrello sempre nell’ordine del 10%. 

Strumenti per misurare la velocità del sito

È evidente, quindi, che l’ottimizzazione delle performance del sito web è un elemento competitivo che non può più essere trascurato e va sempre tenuto sotto controllo con i tanti strumenti disponibili in rete. Ma attenzione: non basta avere un sito veloce, occorre che sia sempre il più veloce possibile per guadagnare posizioni nelle serp o non perdere quella attuale e rispondere al meglio alle esigenze dei visitatori e quindi dei clienti. Questo non significa che la qualità e l’accuratezza dei contenuti proposti, articoli o media che siano, perda di importanza. Come sempre “content is the king”, ma se il contenuto è irraggiungibile o poco fruibile è di fatto poco utile se non inutile.  Ogni strategia efficace di web marketing e ogni piano SEO di successo devono tenere i due aspetti in eguale considerazione.

On line ci sono diversi strumenti per eseguire un test delle prestazioni di un sito internet e capire se e in che misura è necessario intervenire per ridurre il tempo di caricamento. Ecco i principali: 

  • Google Pagespeed. È lo strumento di riferimento per analizzare la velocità di un sito, perché molto attento ai parametri privilegiati da uno dei maggiori se non il principale motore di ricerca al mondo. Consente di suddividere i risultati tra navigazione da desktop e da mobile e fornisce anche dei consigli per l’ottimizzazione della pagina presa in considerazione. La metrica della velocità è basata su due valori. Il primo è il First Contentful Paint che che in sostanza misura il tempo di caricamento della pagina ed è il primo dei tre nuovi Core Web Vitals introdotti dall’update di Google Page Experience. L’altro parametro è il DOM Content Loaded che valuta il tempo necessario all’analisi del codice in HTML 
  • GTmetrix. Si stratta di un tool più completo rispetto al precedente e consente delle analisi più ampie, estese anche ad altri motori di ricerca. Permette di variare la geo-localizzazione, ovvero di testare le prestazioni in diversi paesi, di confrontare il caricamento di diverse pagine e di comparare la performance del sito su più browser. Alla fine, fornisce anche un report con tutte le informazioni sulla pagina presa in esame. Tra i vari parametri considerati ce ne sono alcuni molto interessanti e funzionali come il Fully Loaded Time, cioè i secondi necessari al completo caricamento della pagina, il Total Page Size, che valuta il peso della pagina testata, Requests, ovvero quante richieste al server sono state indirizzate durante il caricamento della pagina. 
  • Pingdom. Non differisce molto dal precedente in termini di funzionalità, se non che è dotato di un’interfaccia, ricco di pratiche tabelle, molto efficace e piacevole che ne aumenta la fruibilità e ne rende l’utilizzo più immediato e semplice.

Alcuni consigli per velocizzare un sito lento

E se i dati degli analytics ci dicono che il sito presenta dei problemi nei tempi di risposta e nel processo di caricamento, insomma è lento? Di seguito trovate una piccola guida per ottimizzare le prestazioni, ma con un’avvertenza. Ogni problema presenta una soluzione che però non è detto assicuri definitivamente e totalmente il risultato sperato, a meno che non si ricorra a strumenti avanzati capaci di gestire task di ottimizzazione e gestione della cache. Una considerazione particolarmente valida per i siti molto complessi o multi-country e le vetrine di e-commerce puro. 

Vediamo nel dettaglio le soluzioni che possono aiutare a migliorare la velocità del sito web:

  • Diminuire le dimensioni delle immagini e la loro risoluzione in ogni parte del sito, compreso l’eventuale blog
  • Eseguire una compressione delle risorse 
  • Utilizzare un Content Delivery Network (CDN) ovvero un sistema di computer collegati in rete che abbrevia le distanze tra server e utente, diminuendo latenza e tempi di caricamento. La CDN è particolarmente utile per la distribuzione di media di maggiore peso e dimensione come video e altri file multimediali. 
  • Attivare il browser caching per quegli elementi che si ripetono in più pagine. Il file di riferimento resta nel computer dell’utente e non va ricaricato ogni volta con nuove richieste al server. 
  • Minimizzare i file CSS e JavaScript   
  • Abbattere i redirect da link interni e ogni risorsa web che viene reindirizzata
  • Scegliere servizi di hosting e server adeguati, che assicurino buone prestazioni 

Una volta eseguiti questi interventi, è bene verificarne il risultato e testare il sito anche in periodi successivi. Gli aggiornamenti del sito con nuovi contenuti potrebbero infatti influire notevolmente sulle prestazioni e richiedere nuovi interventi. 

La velocità del sito non è un dato acquisito una volta per tutte, ma va curata e implementata continuamente e con attenzione. 

Se la velocità è sempre stata un mantra, ora è un fattore competitivo chiave. Per un’azienda on-line, ignorarlo non significa andare lenti, significa restare al palo.

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